IL PROGETTO CULT.ROUTES

 

Il progetto Cult.Routes fa parte di un più ampio novero di iniziative che Regione Puglia, attraverso varie misure della programmazione comunitaria e della pianificazione di eccellenza turistica del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha dedicato negli ultimi anni alla mobilità lenta come forma di riscoperta delle qualità del territorio, con una chiave di lettura orientata allo sviluppo sostenibile: da un lato la riscoperta delle matrici culturali e identitarie, come motivi di posizionamento strategico, dall’altra la valorizzazione dei beni culturali – materiali e immateriali – coniugata con la promozione delle eccellenze produttive.

La Puglia è un lembo di terra profondamente immerso nel Mediterraneo: una terra aperta, che si fa ponte verso le altre sponde, ma anche una terra di transito e di incontro, che da migliaia di anni svolge un ruolo di vero e proprio crocevia di culture.

Le azioni delle misure Enpi Med e Interreg, in particolare, sono state orientate per ritessere una rete di relazioni e di cooperazione internazionale che non è frutto di una presunzione, ma di una connessione forte e naturale che riporta ai tempi degli antichi romani e ancora prima, quando le persone attraversavano il mare sfidando la natura e senza particolari conoscenze scientifiche o geografiche, per commerciare, per scoprire, per incontrare e talvolta anche per conquistare: storie di viaggiatori che si perdono nella notte dei tempi, non fosse per i diari odeporici che sono giunti sino a noi e che testimoniano la piena consapevolezza di un mare – il Mediterraneo – vissuto come opportunità e come risorsa, come percorso di sviluppo, come piattaforma di crescita, come luogo di scambio e di proiezione della civiltà.

Il tempo che ci è dato attraversare sembra talvolta indicarci questo “mare nostrum” come un confine, come un fattore di divisione e come un luogo affollato di migranti disperati che fuggono dalle loro realtà oppressive, in cerca di un benessere che non tutti hanno desiderio di condividere. Il tema, estremamente attuale, ha visto in questo progetto prioritariamente la ricerca degli itinerari culturali che più di altri potessero restituire una visione autenticamente cooperativa della dimensione adriatica, ionica e mediterranea, per tornare a valorizzare gli scambi economici attraverso una più ampia e diffusa consapevolezza della bellezza che ci è offerta dalle differenze, che oggi come in passato rendono migliore l’umanità. Le antiche vie consolari romane, come le rotte di mare, come le più tarde strade medievali, sono fili che hanno intessuto la storia d’Europa e che hanno consentito lo sviluppo di quelle connessione che oggi rendono il nostro continente un continente di pace e di cultura. Fili percorsi ininterrottamente da migliaia di anni, da letterati, studiosi, religiosi, commercianti, eserciti, manovalanze che hanno creato commistioni di stili e di sembianze, papi e imperatori con le loro corti, modesti pellegrini armati soltanto di bordone e bisaccia. Fili che diventano itinerari turistici per chi oggi, lentamente, vuole riscoprire queste due straordinarie Regioni mediterranee – la Puglia e l’Epiro – restituendo a se stessi un senso del viaggio autentico e originale.

L’attraversamento lento dei territori, principalmente se a piedi, a cavallo o in bicicletta, consente di riaccendere le connessioni tra le persone, ma anche tra le persone e i territori, tra i territori e le loro identità perdute, come fattori di crescita sociale e culturale, per un’Europa dei popoli e un Mediterraneo che sfidi la contemporaneità con il suo saper essere ancora una culla di civiltà.

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